Marco Bagnoli

Come
figura
d'arciere

Marmo bianco delle Alpi Apuane e acciaio Corten
Dimensione installazione: 140 x 181 x 233 cm
Produzione/Collezione Aeroporti di Roma
Courtesy Atelier Marco Bagnoli, Montelupo Fiorentino

Ispirata a un disegno di Leonardo conservato al Louvre rappresentante un nudo di spalle che, presumibilmente, tiene in tensione un invisibile arco, l’opera di Marco Bagnoli chiama in causa un motivo iconografico preciso, quello dell’Arciere.
Ne deriva un’immagine di grande suggestione visiva e carica di riferimenti simbolici: il movimento generato dalla scultura suggerisce una spinta verso l’alto, alludendo al volo; l’Arciere diventa così simbolo per un nuovo Umanesimo, una figura che evoca le potenzialità dell’artista come individuo e dell’individuo come artista, artefice e attore al tempo stesso, proteso verso destinazioni cosmiche insieme ideali, fisiche e metafisiche.

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L'artista

Marco Bagnoli

Nato a Empoli nel 1949, vive e lavora a Montelupo Fiorentino e a Firenze.

Dall’inizio degli anni ‘70 la pratica artistica di Marco Bagnoli si articola fra disegno, pittura, scultura, installazione ambientale e sonora, unendo dato estetico ed enunciato scientifico, teorie della visione e del colore, antichi saperi ed esperienza del produrre arte nello spazio e nel tempo.

Alcune fra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali hanno dedicato all’artista mostre personali, fra cui Castello di Rivoli, Torino; IVAM di Valencia; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Magasin, Grenoble; Museo d’Arte Contemporanea di Lione; Centre d’Art Contemporain, Ginevra; De Appel, Amsterdam. Insieme alla partecipazione alla X Biennale de Paris; Biennale di Venezia (1982, 1993, 1997); Documenta, Kassel (1982, 1992); Sonsbeek, Arnhem (1986) o ancora in particolare a Firenze nella Cappella Pazzi, nell’Abbazia di San Miniato al Monte e nel Giardino di Boboli.